Eccoci alla seconda puntata delle nostre analisi dei candidati alle prossime elezioni del 25 Settembre 2022.

Ci occupiamo ora del rispetto del mandato. Ma cosa significa?
Per mandato intendiamo l'incarico assegnato ad una persona che si è candidata ad un certo ruolo elettivo (consiglio comunale, sindaco, consiglio regionale, ...) ed è stata eletta, ricoprendo quindi quell'incarico per tutto il tempo previsto.

Rispetto del mandato quindi significa rimanere nel ruolo per cui si è stati eletti, senza candidarsi a ruoli diversi.
Purtroppo la legge non prevede che chi ricopre già un qualunque ruolo elettivo non possa candidarsi ad uno diverso (incandidabilità), ma prevede soltanto l'incompatibilità tra alcuni ruoli elettivi, cioè chi vincesse le elezioni politiche pur essendo ad esempio consigliere regionale o deputato europeo, non potrà ricoprire entrambe i ruoli, dovrà rinunciare ad uno di essi. Dovrà quindi, in qualche modo, tradire la fiducia che gli elettori gli hanno concesso, alla precedente o a questa elezione.

Si sa che spesso questo comportamento è dovuto solo a ragioni di strategia o, per meglio dire, di marketing, quindi la nuova candidatura è spesso puramente propagandistica; altre volte, invece, si rinuncia al precedente ruolo per concorrere ad un ruolo più importante, come ad esempio quando il sindaco di una città si candida al Parlamento nazionale. 
Questi comportamenti quindi causano spesso costi imprevisti (o almeno anticipati), oltre che l'interruzione di programmi promessi e votati dai concittadini.

Ma veniamo ora alle prossime elezioni del 25 settembre e vediamo come si sono comportati le migliaia di candidati in corsa.

I candidati per un seggio alla Camera, includendo Uninominale e Plurinominale, sono 3088.


Di questi, 94 al momento ricoprono anche un incarico in Regione: consiglieri, assessori, vicepresidenti. Questo numero comprende anche i 4 consiglieri regionali siciliani ed il presidente della Regione Sicilia, che cesseranno il loro mandato contestualmente alle elezioni politiche (il 25 settembre si vota anche in Sicilia). Quindi, ne rimangono 89 per i quali esiste l'incompatibilità tra ruolo in Regione e la carica di Deputato o Senatore: dovranno scegliere uno o l'altro.

Lo stesso dovranno fare i 5 candidati che sono anche Deputati Europei: i due incarichi infatti sono incompatibili.

Sempre tra i 3088 candidati, ci sono ben 98 sindaci di comuni piccoli o medi. In questo caso c'è un vincolo di ineleggibilità: i sindaci dei comuni con più di 20.000 abitanti possono candidarsi, ma, se eletti, dovranno rinunciare ad uno dei due ruoli. Se opteranno per il più rilevante (deputato o senatore), il loro comune dovrà andare a nuove elezioni, interrompendo un ciclo quinquennale di amministrazione comunale e anticipando la chiamata al voto per i propri concittadini. E' il caso di Correggio, Campi Bisenzio e forse qualche altro.
Per i comuni con meno di 20.000 abitanti, invece, non ci sono problemi: i due ruoli possono essere mantenuti contemporaneamente (ma probabilmente svolgendo male entrambe).

Ancora, tra i 3088 ci sono 480 candidati che ricoprono già qualche ruolo nelle amministrazioni comunali, esclusi i sindaci: consiglieri comunali, assessori, vicesindaci. Tra questi, poi, alcuni hanno addirittura un secondo incarico elettivo: almeno 10 sono anche Consiglieri Regionali e varie decine, inclusi anche i sindaci, hanno incarichi a livello provinciale o metropolitano (a cui sono stati chiamati da elezioni chiuse, solo tra eletti).

Venendo ora ai candidati al Senato, la situazione è forse anche peggiore, almeno in termini percentuali. I candidati al Senato sono in totale 1612.

Tra loro, troviamo 4 Deputati Europei, che quindi dovranno scegliere se rimanere in Europa o preferire il senato italiano.

Ancora, nei 1612 ci sono 50 Consiglieri o Assessori Regionali, anch'essi incompatibili con l'incarico in Senato e quindi a rischio dimissioni regionali.

I sindaci candidati per il Senato sono solo, si fa per dire, 49: tutti sindaci di comuni con meno di 20.000 abitanti. Quindi, tutti potenzialmente eleggibili e a rischio di trascurare uno o l'altro dei due incarichi.

Infine, troviamo 195 candidati che ricoprono vari incarichi a livello comunale (oltre ai sindaci): consiglieri comunali, assessori, presidenti del consiglio o vicesindaci. E ancora, qualche decina tra questi e tra i sindaci hanno un secondo incarico a livello provinciale o metropolitano, oltre ai 9 che sono anche Consiglieri Regionali.

Come si vede, quindi, puntare su cavalli che hanno già vinto qualche competizione, sperando in un altro risultato utile, è un'abitudine che continua ad essere molto comune e soprattutto diffusa in tutti i partiti, grandi o piccoli (nella prossima puntata vi daremo qualche statistica al riguardo).
E' nostra convinzione che la legge dovrebbe vietare qualunque possibilità di candidarsi ad un nuovo ruolo se si sta ricoprendo un qualunque altro incarico elettivo o di nomina politica, o almeno si dovrebbe dimettersi e poi ricandidarsi, anche se questo non farebbe altro che aggravare il problema dell'interruzione del mandato, con tutti i danni ed i costi conseguenti.
Comunque questo sarebbe un piccolo passo avanti nel tentativo di contenere le cattive abitudini dei partiti e forse si riuscirebbe ad avvicinare un po' di più la politica ai cittadini, che non verrebbero continuamente presi in giro con richieste di voto puntualmente tradite dopo un tempo troppo breve.

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Si avvicinano le elezioni e come di consueto vogliamo fornire qualche analisi dei comportamenti dei partiti che per noi di Forme&Riforme costituiscono una vera patologia del sistema politico italiano.

Iniziamo con le Multicandidature.
Come noto, la legge elettorale vigente (c.d. Rosatellum, dal nome per primo firmatario della proposta di legge, Rosato), dà la possibilità ai candidati di presentarsi contemporaneamente in più Collegi elettorali. Più precisamente, si può essere candidati in massimo 1 Collegio Uninominale e fino a 5 Collegi plurinominali. Quindi si possono raggiungere fino a 6 presenze per l'elezione alla Camera o per l'elezione al Senato.

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Da dove viene il concetto di "forma"?
Esso viene da una grande tradizione filosofica e sociologica che  ha introdotto i concetti di "sistema" e di "struttura" che sono i progenitori del concetto di forma.
Non è questo il luogo per ripercorrere questo affascinante tragitto, mi limito semplicemente a dire che utilizzare questi concetti è stato fondamentale per gli studi sociali (Parsons, Easton,Levi-Strauss, Foucault e Luhman sono solo i nomi più famosi tra i molti che hanno contribuito a creare questi concetti).
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Quando Craxi divenne Presidente del Consiglio, dichiarò di essere entrato nella stanza dei bottoni, ma di non aver trovato il potere di agire.
L'affermazione fu incomprensibile per molti, perchè lui era un professionista della politica e avrebbe dovuto avere più dimestichezza con le istituzioni politiche.
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I Paninari nascono negli anni ’80 a Milano; nel bar Il Panino (foto in bianco e nero qui sopra). Diventano una moda di costume nel vestiario, nell’oggettistica, nelle espressioni gergali, fino a diventare un vero cliche’ (celebrato nel programma cult TV: Drive In).

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Riuscire a comunicare, a diffondere il concetto di "forma" non è semplice.
Dentro la nostra testa, ogni volta che vediamo qualcosa che non va, pretendiamo un cambiamento nei "comportamenti" (delle persone), ma la realtà sociale è fatta anche, e forse soprattutto, di "forme", che molti chiamano anche 'strutture', o 'dispositivi', o anche più semplicemente 'contenitori'.

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To lead: condurre.
Colui che conduce, che ha la forza, la capacità, il carisma per condurre, nell’italiano imbastardito, inglesizzato, dal latente senso di inferiorità che abbiamo per ogni forma di esterofilia, anche lessicale, diventa il leader.

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