EUROPEE 2024: I doppi incarichi - Senatori e Deputati

Eccoci alla seconda puntata della nostra analisi dei candidati alle prossime Europee del'8 e 9 giugno.

Anche se dovrebbe essere evidente, dai contenuti dei nostri articoli, che non giudichiamo contenuti e programmi elettorali, nè ci schieriamo da una parte o dall'altra (anche se ognuno di noi ha le proprie idee, naturalmente), vogliamo solo sottolineare i comportamenti e le modalità in cui ciascun partito e ciascun candidato si propone agli elettori: sono quelle che noi chiamiamo "FORME" e che, pensiamo, sono anche più importanti dei profili delle singole persone, perchè proprio da queste forme dipende la qualità della Politica e, di conseguenza, sia il modo in cui funzionano le Istituzioni, sia l'affezione o il disinteresse dimostrato dai cittadini elettori.

In questa puntata e nella prossima, iniziamo ad analizzare quanti e quali candidati ricoprono già un incarico di tipo elettivo.
Nelle due tabelle qui sotto trovate la lista di candidati, raggruppati per partito, che sono già SENATORI o DEPUTATI.

Iniziamo col dire che le cariche di Senatore e di Deputato italiano è incompatibile con la eventuale elezione nel Parlamento Europeo. In altri termini, se uno dei candidati elencati in queste due tabelle venisse eletto in Europa, o rinuncia al seggio italiano, o non accetta il seggio europeo, non può avere contemporaneamente le due cariche.

Si presentano quindi due casi, a fronte di una eventuale elezione europea:

  • se accettano la nuova carica in Europa, dovranno dimettersi dal Senato o dalla Camera in Italia, interrompendo il mandato per cui hanno chiesto il voto e sono stati eletti solo due anni fa;
  • se non accettano, non si capisce perchè si siano presentati come candidati ad una elezione a cui già sapevano di non essere interessati.

Ciascuna delle due alternative, a nostro avviso, ha delle ricadute disastrose per i cittadini: nel primo caso (dimissioni in Italia) dovranno essere sostituiti o dal primo dei non eletti nel 2022 (con tutti i tempi morti e le inefficienze del caso, la scelta del gruppo parlamentare, della Commissione in cui entrare, di capire come funziona ogni cosa, ...), oppure dovranno essere indette nuove elezioni nel collegio che li ha scelti (nel caso di elezione nei collegi uninominali). Tutto ciò è il contrario del Rispetto del Mandato, una delle basi per una Politica sana e rispettosa dei cittadini.
Nella seconda alternativa (rinuncia al nuovo seggio europeo), sarà come se tutte le preferenze ottenute (cioè il voto dei cittadini che li hanno scelti) venissero buttate nel cestino, cioè a dire: il voto di chi li ha scelti non conta, viene scartato, è stato inutile. Sarà naturalmente conteggiato per il partito, ma come preferenza avrebbe potuto essere speso meglio scegliendo qualcuno di più disponibile.
E poi, vi sembra bello? Io dò il mio voto a Pinco Pallina e questo/questa, pur avendo i voti per essere eletto/a, rinuncia: ma cosa mi chiedi il voto a fare? E ci chiediamo ancora perchè le persone non vanno più a votare?

Ecco allora i magnifici sette Senatori candidati per l'Europa (e che verosimilmente rinunceranno all'eventuale elezione):

I Deputati candidati sono molti di più, ben 21. Anche questi, quasi sicuramente, rinunceranno alla eventuale elezione in Europa per tenersi ben stretto il posto in Italia.

 

Oltre a ricoprire un seggio in Senato o alla Camera, come indicato nelle tabelle qui sopra, alcuni di questi candidati ricoprono altri ruoli che sono apertamente in contrasto con la candidatura alle elezioni europee. Parliamo di Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri, e di ben cinque segretari di partito (Meloni, Schlein, Renzi, Tajani, Calenda). Per questi ultimi non esiste nè un divieto formale, nè uno implicito, ma è evidente che queste candidature sono degli specchietti per allodole, che mirano a catturare simpatie leaderistiche, in puro stile pubblicitario. Cosa che, se pur sempre più in voga, è comunque sintomo di patologia conclamata e di scarsa considerazione verso i cittadini elettori.

Ancora una volta, per correttezza statistica, segnaliamo che in nessuna di queste tabelle compare il Movimento 5 Stelle, che evidentemente è riuscito a darsi una regola per evitare, oltre alle multi-candidature come abbiamo visto, anche l'interruzione del mandato e i doppi incarichi.

Appuntamento alla terza puntata, perchè le storture elettorali non finiscono qui: abbiamo ancora doppi incarichi con decine di consiglieri, assessori e perfino presidenti regionali, incompatibili con la funzione di Deputato Europeo. E poi ci sono Sindaci (parzialmente incompatibili), assessori e consiglieri provinciali e comunali. Insomma, una miriade di doppi e tripli incarichi che, nell'indifferenza generale, configurano e confermano il ruolo di politico come una vera professione a vita.

Stay Tuned, per conoscere nomi e incarichi e per essere un elettore che #lasciaacasachiraddoppia !

 

Fonte dei dati: Ministero dell'interno - aggiornamento del 22/05/2024

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