Lunga vita al Cavaliere

In questi giorni di diffuso allarme per le condizioni di salute di Silvio Berlusconi, ricoverato all’Ospedale San Raffaele, alle preoccupazioni per lo stato di salute dell’ex Presidente si aggiunge anche la discussione sullo stato di salute del partito Forza Italia.

Questo partito non è soltanto “presieduto”, organizzato, diretto, gestito da Silvio Berlusconi, è un partito POSSEDUTO e finanziariamente sorretto dal denaro dell’imprenditore (90 milioni di euro di fidejussioni Mediaset).

Oltre ai migliori auguri di pronta guarigione che in queste situazioni non devono mai mancare, ci si dovrebbe preoccupare di cosa potrebbe essere e cosa sarà, prima o poi, di un asse portante del panorama politico italiano. Nel dibattito che occupa quasi tutti i giornali italiani, si viene ad evidenziare che Forza Italia non ha uno statuto che acquisisce cariche specifiche nel partito e responsabilità in caso di mancanza del leader. Il portavoce di FI, attuale Ministro degli Esteri Tajani, non avrebbe l’autorità di convocare un Congresso, di attivare meccanismi di consultazione interna o sistemi di nomine e di redistribuzione degli incarichi. La cosa incredibile è constatare che un Partito politico che dovrebbe garantire a concorrere per la realizzazione della Democrazia in Italia, NON ha alcuna FORMA democratica che lo regoli. A prescinde dalla personale valutazione che si può dare agli obiettivi politici e programmatici di Forza Italia, è indubbio che sia il potere Legislativo (in seno al Parlamento) sia il potere Esecutivo (l’attuale Governo in carica) e’ oggi profondamente condizionato da una forza politica che dipende dagli esiti diagnostici del suo Leader e proprietario.

Nel giorno in cui (gli auguriamo il più tardi possibile) Silvio Berlusconi dovrà “lasciare” il suo ruolo politico, avremmo una forza parlamentare e di governo totalmente “anarchica”, non regolata, priva di strumenti e di forme per garantire sia il ruolo parlamentare e di governo, ma soprattutto garantire la volontà di quegli elettori che l’hanno votata. Mi sembra talmente evidente l’urgenza di arrivare ad una regolamentazione dei partiti, che tuteli tanto la volontà degli elettori quanto la democraticità delle forme di gestione che determinano il ruolo di chi appartiene a quel partito, che mi chiedo: se non ora, quando?

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