... ma per andare dove?

To lead: condurre.
Colui che conduce, che ha la forza, la capacità, il carisma per condurre, nell’italiano imbastardito, inglesizzato, dal latente senso di inferiorità che abbiamo per ogni forma di esterofilia, anche lessicale, diventa il leader.


Forse anche perché se lo dovessimo ricondurre ad un termine semanticamente alternativo, ma italico, la parola duce potrebbe spaventare.
Non è la filologia il punto di questa riflessione, ma la comunicazione che avviene attraverso determinati concetti.
Tutti i giornali, nonché’ gli approfondimenti TV, da anni pongono in analisi la questione di chi sarà il “leader”.
Di Destra–centro-destra o di Sinistra-centro-sinistra, o di Centrosinistra o Centrodestra. La diatriba odierna? Meloni/Salvini o Conte/Letta. Ieri era Berlusconi/Fini piuttosto che Prodi/D’Alema, ma la sostanza poco cambiava. Scontro di leadership, di carisma, di personalità… o solo di personalismi? Prendete per esempio un articolo del genere: articolo del Corriere.
Storicamente il Corriere della Sera prova ad essere il più equilibrato ed autorevole dei giornali. Il problema non è quello di schierarsi o di dichiararsi schierato; ma della persistenza di un certo genere di messaggio. Un sondaggio sulla graduatoria del leader più gradito.
Perché’ è profondamente sbagliato questo genere di comunicazione? Perché a prescindere da chi vince o perde in graduatoria, il messaggio implicito che viene dato è che la politica è un nome. Una persona singola, un individuo carismatico che conduce (to lead). …ma per andare dove? Per fare cosa? …e soprattutto come? Nulla. Questi aspetti non contano, se non in modo residuale. Basta la faccia ed il nome del “gladiatore” nell’arena e già si dovrebbe capire; o forse questo è quello che potrebbe bastare all’opinione pubblica. Sfido chiunque, non addetto ai lavori, a sintetizzarmi in 5 punti l’orizzonte di ciascuno dei 4: Meloni – Salvini – Conte – Letta.

Questo modo di presentare la politica, come un Reality in cui alla fine viene premiato dal voto dei telespettatori chi dovrà arrivare fino in fondo, non è informazione, ma infotainment (altro inglesismo?).
Questa spasmodica ricerca di personalizzazione della Polis-etica è l’esatto contrario della Demos-crazia. Colei o colui che ci dovrà condurre. Il leader. … per condurci dove…e per fare cosa… non importa.

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