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CHI SIAMO
Siamo un Gruppo di “semplici” cittadini, che da alcuni anni cerca di capire perché le istituzioni “democratiche” attuali non funzionino, anzi non possano funzionare, giustamente come tutti vorremmo.
Però in questo Gruppo, invece di discutere dividendoci subito facilmente (e inutilmente) sulle differenti visioni che legittimamente caratterizzano le persone nelle società democratiche, ci ostiniamo ad approfondire l’analisi di alcuni aspetti di fondo che, purtroppo poco considerati e pochissimo indagati, riteniamo che invece riescano a spiegare, in gran parte, questa crescente difformità tra come dovrebbe funzionare, e come in realtà non funziona, la vita democratica del nostro Paese.
In Europa, da alcuni decenni non conosciamo le immani tragedie delle guerre del passato (anche se è doveroso ricordare che invece nel mondo una lunga serie di nuove guerre e insopportabili ingiustizie caratterizza ancora il nostro tempo); però contemporaneamente rileviamo un crescendo di vuoto educativo e culturale, di apatia e indifferenza unite a forme di grave ignoranza, che mettono sempre più in discussione la tenuta delle istituzioni democratiche, che sono (lo dice la Storia) destinate a cadere se non sono vivificate da vigilanza e impegno.
Anche se non sappiamo dove questo vuoto ci potrà condurre, ne avvertiamo un pericolo crescente.
Di questa condizione dell’uomo, che per diversi motivi si sta riducendo ad essere solo “consumatore”, Alexis de Tocqueville già quasi due secoli fa diceva: "Ciascuno chiuso in se stesso si comporta come se fosse estraneo al destino di tutti gli altri. I figli e i buoni amici costituiscono per lui l'intera specie umana [...] si mischia con i cittadini ma non li vede. Li tocca senza percepirli, in lui c'è il senso della famiglia ma non vi è più quello della società."
Proprio per cercare di rialimentare il “senso della società” e di dare ali alla nostra democrazia, abbiamo deciso di puntare l’attenzione su alcuni aspetti che, pur sembrando marginali e poco importanti, a nostro parere sono invece in grado di determinare gran parte di quella incapacità istituzionale che non permette di affrontare seriamente i problemi della collettività presenti non solo in Italia, ma nei vari paesi, non solo quelli europei.
La capacità istituzionale che manca è quella che non permette di guardare solo, e con costanza, all’interesse di tutti i suoi abitanti e, in modo deciso, all’interesse delle generazioni future.
Questa crescente carenza non dipende dall’oggettiva difficoltà di affrontare i singoli problemi, ma (sempre secondo noi) è legata ad una serie di prassi politiche e amministrative – ormai di quasi tutti i partiti e di molte nazioni – che determinano, volutamente o no, un numero crescente di vere e proprie “patologie” che condizionano sempre di più le modalità di vivere dei cittadini in molte parti del mondo.
Per il nostro Gruppo abbiamo scelto il nome “FORME&RIFORME” perché, continuando ad analizzare quelle caratteristiche base di funzionamento che chiamiamo in modo sintetico “Forme”- e che nelle condizioni attuali determinano crescenti vincoli che tengono prigioniera la democrazia - vogliamo anche contestualmente individuare quelle necessità di “Riforme” che invece potrebbero essere in grado di ridare, in modo efficace, “ali alla nostra Democrazia”.
Siamo consapevoli di aver intrapreso un percorso difficile: non solo approfondire l’analisi dei problemi e definire le proposte di soluzione, ma tener conto che sarà indispensabile darne adeguata risonanza per cercare di applicare quanto si dimostrerà, a molti, assolutamente necessario.