La Forma ... semplice come l'acqua

Riuscire a comunicare, a diffondere il concetto di "forma" non è semplice.
Dentro la nostra testa, ogni volta che vediamo qualcosa che non va, pretendiamo un cambiamento nei "comportamenti" (delle persone), ma la realtà sociale è fatta anche, e forse soprattutto, di "forme", che molti chiamano anche 'strutture', o 'dispositivi', o anche più semplicemente 'contenitori'.
Se l'acqua fosse l'azione, la bottiglia che la contiene è la 'forma'. Oppure il fiume, il torrente o il tubo sono la "forma" che l'acqua assume in quel particolare contesto.
Continuando col parallelismo, si comprende che, quando il "contenitore", la "forma" è inadeguata (il torrente è troppo stretto, o il fiume è stato deviato, o il tubo ha una crepa), l'acqua esce e provoca danni. In condizioni normali tutto funziona, l'acqua scorre tranquilla dentro le sponde, ma un evento avverso, una piena, una situazione di stress fa risaltare l'inadeguatezza della "struttura", della "forma".

Passando dalla 'analogia idraulica' alla realtà politica, siamo portati ad analizzare gli atti dei politici, dei governi e dei legislatori come un insieme di azioni, condivise o meno, ma dimenticandoci che essi agiscono all'interno di una particolare "forma", cioè sono dentro, appartengono ad una determinata "struttura": il Parlamento, il Governo, il partito, la stessa cittadinanza.
Il nostro Centro Studi - Forme&Riforme  - concentra l'attenzione sull'adeguatezza di queste strutture, le "forme" che racchiudono l'agire politico. E siamo quasi gli unici a farlo.
La stessa filosofia o teoria politica è in grande ritardo nel cogliere questo punto, continuando a concentrarsi sull'agire "etico", cioè giusto o sbagliato secondo qualche particolare categoria, ma prescindendo dal "contenitore" in cui esso avviene.

Giusto per fare un esempio, citiamo la differenza tra ruolo partitico e ruolo statale, o meglio istituzionale: sono due "contenitori" distinti, un politico non può farne parte (agire) contemporaneamente, cioè occupare entrambi i ruoli come avviene oggi. Tuttavia la teoria politica non coglie questa distinzione e ritiene normale il loro accorpamento. E' nostra opinione che questo cumulo di ruoli diversi sia fuorviante per tutte le entità coinvolte: i cittadini, i media, l'opinione pubblica, gli stessi politici e legislatori.

In questo conteso, la difficoltà comunicativa è evidente, perchè tocca un paradigma sociale diffuso.

Noi stiamo cercando di evidenziare questi errori, di portare all'attenzione di tutti questo nuovo modo di leggere la realtà sociale, contando che col tempo le cose si capiranno e le forme si potranno cogliere, e quindi perfezionare, con maggiore chiarezza.

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